<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:g-custom="http://base.google.com/cns/1.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" version="2.0">
  <channel>
    <title>b22975411-fb58d93f-0097-82e7-dfac-f315d6dca2d6</title>
    <link>https://www.claudiomichieli.it</link>
    <description />
    <atom:link href="https://www.claudiomichieli.it/feed/rss2" type="application/rss+xml" rel="self" />
    <item>
      <title>"The Substance” di Coralie Fargeat (spoiler alert)</title>
      <link>https://www.claudiomichieli.it/pensieri-erranti-sul-film-the-substance-di-coralie-fargeat-spoiler-alert</link>
      <description>Una riflessione psicologica sul personaggio, sulla società dell'immagine e le sue distorsioni. Qual è la vera "sostanza" della nostra vita? Cosa conta davvero?</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Film disturbante, coraggioso e stratificato “The Substance”, che introduce svariati temi che meriterebbero un lungo spazio di riflessione ad hoc. Mi limiterò a qualche osservazione sugli elementi che mi hanno colpito maggiormente senza nessuna pretesa di esaustività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il film rientra nel genere del body horror, ma è anche un film sul tempo, sulla vita, sui limiti, sulla paura dell’invecchiamento e sull’angoscia di morte. Ecco perché "The Substance" fa paura. Perché è tutto questo, ma anche perché parallelamente è un film di denuncia delle profonde pressioni che la società esercita, specialmente sulle donne, con l’imposizione di modelli e standard artefatti, spacciati come altamente desiderabili. Di per sè nulla di nuovo in questo senso. Sono temi ampiamente dibattuti, come l’oggettificazione della donna, il corpo femminile ridotto unicamente a corpo che deve accendere il desiderio oppure generare figli, altrimenti è scarto. Eppure sono temi le cui conseguenze qui vengono sbattute in faccia allo spettatore con forza, con estrema durezza e con violenza. Le immagini sono crude, il corpo viene spesso mostrato nella sua nudità. Pare che la regista intenda appunto “mettere a nudo” l’assurdità e la mostruosità dei finti valori della società dell’immagine, e anche le ferite provocate dalla violenza a cui il corpo femminile viene sottoposto, corrispettivo concreto della violenza psichica che viene esercitata sulle donne con l’induzione all’inseguimento ossessivo della perfezione. Elisabeth Sparkle, una straordinaria Demi Moore, è una star di Hollywood ormai in declino alle prese con una perdita che richiederebbe l’elaborazione di un lutto, elaborazione che però non avviene. La perdita è quella della bellezza e di un’immagine per anni ammirata, potremmo dire venerata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È proprio la tenuta emotiva di Elisabeth a livello di immagine di sè che, al compimento del suo 50º compleanno, viene messa in crisi dall’esclusione/espulsione spietata dal suo programma TV. Il Direttore del Network, un ottimo Dannis Quaid, è una figura ripugnante (chi è il vero mostro?), determinato a sostituirla con una nuova e giovane stella. Elisabeth viene cacciata dal suo programma come materiale di scarto per il disprezzo che la sua bellezza in declino provoca. Deve essere sostituta al più presto, come si farebbe con un pc o uno smartphone alla fine del suo ciclo di vita. Ecco appunto la fine, quella che angoscia la stessa Elisabeth, la fine di quel ritorno d’immagine che è così importante per ricavare (come capita a diverse giovani ragazze su Instagram) una qualche sensazione di esistere per qualcuno, che diventa spesso una dipendenza, come indicato nel titolo del film (sostanza, appunto). Appare significativo in questo senso che nella vita di Elizabeth manchi una relazione sentimentale, un affetto. È sola. La sua identità subisce potenti scosse telluriche che provengono dal confronto non elaborato fra passato e presente, fra ciò che è stata e ciò che è. La Elisabeth del presente osserva più volte con tristezza e disprezzo la sua immagine riflessa allo specchio in una comparazione dolorosa con la sua immagine del passato che finisce per mobilitare solo i suoi meccanismi di difesa inducendola di conseguenza a fare ricorso alla misteriosa “sostanza”. Quest'ultima promette di generare dalla stessa Elisabeth un doppio migliorato, più giovane. È la promessa del ritorno allo stato precedente del Sé ammirato. L'ossessione per la bellezza e la dimensione pervasiva di controllo sul corpo che aleggia in tutto il film sembrano suggerire la presenza di un annullamento retroattivo. Tornando all’identità, pare degno di nota che l’identità di Elisabeth venga messa in crisi anche (e persino di più) proprio dal confronto con il suo doppio giovane, di nome Sue (una bravissima Margaret Qualley), migliorato, potenziato. Al dolore si aggiunge, infatti, poco alla volta l’invidia per il successo sfavillante di Sue. All’invidia segue la rabbia, che infine diventa distuttività. Curiosamente, allo sguardo di disprezzo del Direttore del network nei confronti di Elizabeth corrisponde un identico disprezzo di Sue nei confronti del corpo-cosa di Elisabeth, osservato come una carcassa di scarto, abbandonata senza rispetto sulle fredde mattonelle in un'intercapedine ricavata all'interno del bagno e al buio. La promessa del rimedio magico tramite la sostanza sfuma, però, miseramente lasciando solo rovine, proprio per il fatto che il nucleo centrale del problema non è stato elaborato, ma solo evitato. “Ricorda, tu sei una”, ripete la voce del misterioso interlocutore con cui Elisabeth parla al telefono. Il problema è che Elisabeth sembra non essere una a livello psichico. Non è integrata, potremmo dire. Il duplicato migliorato si presta molto bene ad esser letto come materializzazione della dissociazione della protagonista. La regista sembra avvertici: "Badate bene, l’immagine è tutto. Null’altro conta.”. È un mondo bidimensionale, da rivista patinata. L’effimero prende il posto del durevole, la velocità e superficialità prendono il posto della lentezza dello spazio di pensiero e dell’approfondimento, dell'elaborazione. Alla lunga per questa via anche il mondo interno diventa bidimensionale. C’è spazio solo per l’istante, come per lo scatto fotografico, che è appunto un’istantanea (la stessa che troviamo nella casa della protagonista in cui giganteggia un poster che la ritrae giovane e in splendida forma). Non c’è storia, e non ci deve essere perché con la storia arriva anche il tempo, e il tempo è legato all’invecchiamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Impossibile in questo senso non pensare al testo di Freud “Caducità”, in cui il padre della psicoanalisi riferisce di una passeggiata estiva in compagnia di un amico silenzioso e di un poeta già famoso (molto probabilmente Rainer Maria Rilke), intenti ad ammirare la bellezza della natura, ma incapaci di gioirne in quanto turbati dal pensiero della transitorietà di tutta quella bellezza destinata a perire. Freud individua il motivo di quel turbamento: “Doveva essere stata la ribellione psichica contro il lutto a svilire ai loro occhi il godimento del bello.”. La ribellione per Elisabeth condurrà tragicamente all’autodistruzione, come conseguenza appunto della mancanza di elaborazione del lutto e dell’appiattimento sul concreto. E se tutto viene appiattito resta solo l’adesione. Adesione appunto, proprio come un adesivo applicato su una superficie, che è appunto l’immagine emblematica che ritroviamo nella drammatica sequenza finale del film, in cui un residuo dell'ultima orripilante mutazione di Elisabeth si avvicina faticosamente alla stella della Walk of Fame sovrapponendosi a questa nell'ultimo tragico e disperato tentativo di ritornare al suo splendente passato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ovviamente a monte di tutto ritroviamo nel film il mito dell’eterna giovinezza, il sogno della vittoria della vita sulla morte. Siamo sul terreno del Frankenstein di Mary Shelley. Il film è anche da considerarsi come un invito alla riflessione su ciò a cui assistiamo oggi, ovvero uno scivolamento progressivo della società verso una prevalenza del percettivo, del sensoriale a scapito del lavoro emotivo profondo. L'elaborazione viene sempre più considerata una fatica da evitare, uno scomodo fastidio a cui contrapporre la facilità di soluzioni fresche e immediate. In tal senso "The Substance” è anche un film che mette in luce quella che in termini psicoanalitici si potrebbe definire come una carenza di dialogo fra conscio e inconscio nella società, che è la premessa per la caduta in un funzionamento mentale primitivo. In fondo è ciò che troviamo rappresentato in maniera molto efficace anche nel film “Il dottor Stranamore” di Kubrick, dove i potenti del mondo si comportano in realtà come bambini che maneggiano testate nucleari come se fossero giocattoli, oppure in generale in tutte quelle forme di ubriacatura tecnologica intrisa di (falsa) onnipotenza che hanno preso forma in passato nel XX secolo con il mito del progresso e della velocità, e che possiamo rintracciare anche negli entusiasmi del presente per le AI. È una società che non riesce ad alimentare efficaci anticorpi contro simili minacce e al contrario inocula nei singoli, plasmandoli dall’interno, modelli e schemi di pensiero tossici. Emblematicamente nella prima sequenza del film vediamo, infatti, l’ago di una siringa che inocula appunto una sostanza in un tuorlo d’uovo, che si duplica. Da un punto di vista psicologico, il film si presta a essere letto anche come una rappresentazione plastica del destino a cui vanno incontro le parti indesiderate di noi, in quanto detestate, e pertanto combattute con disprezzo e se possibile eliminate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/IMG_5455.jpeg" length="47947" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 09 Dec 2024 10:30:11 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiomichieli.it/pensieri-erranti-sul-film-the-substance-di-coralie-fargeat-spoiler-alert</guid>
      <g-custom:tags type="string">doppio,mostruoso,mostro the substance,falso,limiti,tempo,Psicoterapeuta Torino Crocetta,psicologo Torino,identità,perturbante,psicologo Crocetta,psicoterapia a Torino,caducità,fine,scissione,psicoterapia a torino,angosciadimorte,vero,psicoterapia</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/IMG_5455.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/IMG_5455.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Psicoterapia: cos'è e come può aiutarti</title>
      <link>https://www.claudiomichieli.it/che-cose-la-psicoterapia</link>
      <description>Sintesi del "cuore" della psicoterapia</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si sente spesso parlare di psicoterapia, ma descriverla a parole non è semplice. Si potrebbe dire che sia un percorso, una cura. Ma la verità è che la psicoterapia, prima di tutto, 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           è un’esperienza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così come non possiamo comprendere il sapore di un piatto se non lo assaggiamo, o la complessità di un vino se non lo beviamo, la psicoterapia va vissuta per essere compresa davvero. Le parole possono aiutarci a descriverla, proprio come fa un sommelier durante una degustazione, ma è solo nell’incontro diretto che il senso profondo prende forma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La psicoterapia come incontro speciale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se le parole da sole non bastano a spiegare cosa accade in una stanza di terapia, cosa conta davvero? Conta l’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           incontro
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La psicoterapia è un incontro unico tra due persone. Come ogni relazione umana, non è possibile sapere in anticipo quale sarà l’esito o cosa accadrà nel momento in cui ci si siede l’uno di fronte all’altro. Si entra in contatto con la voce, lo sguardo, l’ambiente, la presenza dell'altro. È un aprirsi reciproco che crea le basi per tutto ciò che seguirà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come scriveva Carl Gustav Jung:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "L'incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche; se c'è una qualche reazione, entrambi ne vengono trasformati."
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non solo parole: l’atmosfera della cura
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La psicoterapia è stata definita da una paziente di Breuer una “talking cure” (cura attraverso la parola). Attenzione, però, a non confonderla con una "chiacchierata", perché sarebbe un errore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il lavoro terapeutico è un processo complesso fatto di:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Parole ed emozioni:
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             ciò che viene detto e, soprattutto, come viene detto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Atmosfera:
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             lo spazio in cui si svolge la seduta non è un semplice contorno, ma parte integrante del processo. È il modo in cui ci si sente ascoltati a determinare se una parola ha il potere di curare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Paesaggi interiori:
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             la terapia ci permette di esplorare "paesaggi" della nostra psiche, a volte familiari e accoglienti, altre volte inesplorati e difficili, ma necessari per ritrovare il proprio equilibrio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Musicalità e ritmo:
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             la psicoterapia segue un tempo fatto di ascolto e di pause. Le pause, nel lavoro terapeutico, non sono vuoti da colmare, ma momenti necessari di riflessione e risonanza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Accogliere l’imperfezione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A volte si crea l'equivoco che la psicoterapia debba portare a una sorta di "perfezione". In realtà, è esattamente l'opposto. La psicoterapia è un lavoro emotivo e cognitivo che ci permette di accettare la nostra 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           meravigliosa imperfezione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ispirandoci al concetto di "madre sufficientemente buona" di Donald Winnicott, possiamo dire che l'ambiente ideale per crescere non è quello perfetto, ma quello umano, caldo e capace di accogliere le nostre "sbavature".
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Iniziare un percorso significa imparare a sentirsi "interi" anche quando ci si sente rotti, ed essere amorevoli con se stessi anche dopo una giornata difficile. Non ci sono garanzie di successo immediato, perché la psicoterapia, proprio come la vita, è fatta di incertezze. Eppure, è proprio in questo spazio tra limiti e possibilità che risiede la nostra capacità di arrivare a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           fare davvero uso della nostra vita
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Vuoi intraprendere un percorso o hai dubbi su come funziona la psicoterapia?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La psicoterapia non è un luogo dove si ottengono risposte preconfezionate, ma uno spazio dove imparare a porsi le domande giuste e a trovare il proprio ritmo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino+2.jpeg" length="135736" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 13:25:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiomichieli.it/che-cose-la-psicoterapia</guid>
      <g-custom:tags type="string">psicoterapia a Torino,ansia,Psicoterapeuta Torino Crocetta,psicologo Torino</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino+2.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino+2.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Trovare il proprio psicoterapeuta a Torino: a cosa prestare attenzione?</title>
      <link>https://www.claudiomichieli.it/trovare-uno- psicoterapeuta-a-torino-a-cosa-prestare-attenzione</link>
      <description>Cerchi uno psicologo o uno psicoterapeuta a Torino? Scopri come orientarti nella scelta del professionista giusto e cosa aspettarti dal primo incontro</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quando si decide di compiere il passo di rivolgersi ad uno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           psicologo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            o a uno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           psicoterapeuta a Torino
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , è naturale che la mente venga attraversata da mille domande. Spesso ci si sente smarriti, come se ci si trovasse di fronte a un mondo nebuloso, fatto di titoli e definizioni che non sempre sono chiari ai non addetti ai lavori. È legittimo provare incertezza: si sta cercando qualcuno a cui affidare la parte più preziosa e delicata di sé. Inoltre può anche non essere chiara la differenza tra
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           psicologo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           psicologo psicoterapeuta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            (clicca
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.claudiomichieli.it/differenza-fra-psicologo-clinico-e-psicologo-psicoterapeuta"&gt;&#xD;
      
           qui
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            per saperne di più).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spesso, poi, anche quando abbiamo un riferimento da persone fidate, non sappiamo di preciso che cosa aspettarci. È normale sentirsi così. Provo ad offrirvi qui una bussola per orientarvi, sottolineando che, al di là della tecnica, è la qualità della relazione a fare la differenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La prima garanzia: la serietà professionale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Prima di entrare nel vivo dell’incontro, è fondamentale una verifica oggettiva. La serietà e la preparazione curricolare sono la base di ogni percorso terapeutico. È sempre possibile, ed è un vostro diritto, verificare l’iscrizione del professionista all’albo di appartenenza. Se cercate uno
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           psicologo a Torino
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , potete consultare il portale dell’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ordine degli Psicologi del Piemonte
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . In alternativa, il sito del
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           CNOP (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi)
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            raccoglie i nominativi di tutti gli iscritti a livello nazionale, utile qualora il terapeuta si sia formato o iscritto in una regione diversa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa verifica non è un mero burocratismo: è la garanzia che quel professionista ha superato un esame di Stato, ha completato un tirocinio abilitante e ha alle spalle un percorso universitario rigoroso. È il primo mattoncino su cui costruire la fiducia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           I cinque aspetti  a cui prestare attenzione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una volta verificata l'iscrizione, cos’altro bisognerebbe cercare? Oltre ai titoli, c’è una dimensione profondamente umana che non può essere certificata da un albo. Ecco cinque aspetti che vi suggerisco di osservare con attenzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           1. La sensazione di sentirsi a proprio agio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È importante che, in termini generali, la persona che avete di fronte vi trasmetta sensazioni positive. Non dovreste sentirvi in soggezione. È vero: l'incontro con un terapeuta è un incontro con uno sconosciuto, ed è naturale che ci siano incognite. Nei primi minuti si viene "bombardati" da mille stimoli: il tono di voce, il modo di muoversi, l'ambiente che ci accoglie. Datevi il tempo di "annusare l’aria”. Se, alla fine del primo colloquio, uscite con un “sentire” complessivamente positivo, è un segnale prezioso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           2. Il valore dell’ascolto autentico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È fondamentale avere la percezione di essere stati ascoltati per davvero e, soprattutto, senza giudizio. Un ascolto di qualità non è solo silenzio: si coglie dall'attenzione viva che il professionista vi dedica e dal modo in cui risponde. Sentirsi ascoltati significa sentire che le proprie parole hanno trovato un porto sicuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           3. Sentirsi "nella mente dell’altro"
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo è forse l’aspetto più toccante: la sensazione di ritrovarsi nelle parole dell’altro. Quando il terapeuta vi restituisce, attraverso un pensiero o un’osservazione, ciò che avete espresso, percepite che quello che vi sta a cuore si è depositato in lui. Per molte persone, questa è un’esperienza nuova, quasi commovente. È il momento in cui si capisce di aver trovato una "casa" in cui le proprie vicende personali producono un pensiero condiviso e accurato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           4. La padronanza dei ferri del mestiere
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Accanto al calore, deve esserci la competenza. Dovreste percepire che lo psicoterapeuta ha chiara la "rotta" da seguire. Non deve apparire disorientato, ma trasmettere sicurezza nel proprio ruolo. La tecnica, in questo senso, diventa uno strumento invisibile ma solido che sostiene la relazione e garantisce che il percorso abbia una direzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           5. L'umiltà come forma di rispetto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Infine, cercherei l'umiltà. Unita alla serietà, l'umiltà è calore umano. È la consapevolezza che la complessità della psiche umana richiede rispetto e prudenza. È la capacità del professionista di mettersi in gioco, di sintonizzarsi costantemente con voi, coltivando la fiducia che, anche in mezzo al caos più totale, con il tempo le cose potranno chiarirsi. Questa fiducia non è solo del terapeuta: col tempo, diventerà anche vostra.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Iniziare un percorso di supporto psicologico
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La scelta di un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           percorso di psicoterapia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è un atto di grande coraggio. Non abbiate fretta di trarre conclusioni affrettate. Lasciate che le sensazioni si depositino e datevi il permesso di costruire un rapporto basato sulla sincerità. Se siete alla ricerca di un
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           supporto psicologico a Torino
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ricordate che il primo passo è proprio questo: cercare qualcuno con cui costruire, insieme, un nuovo spazio di pensiero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se senti di voler iniziare un percorso, sono a disposizione per un primo colloquio. Contattami
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.claudiomichieli.it/contatti" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           qui
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino+3.jpeg" length="142402" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 13:25:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiomichieli.it/trovare-uno- psicoterapeuta-a-torino-a-cosa-prestare-attenzione</guid>
      <g-custom:tags type="string">psicologo Crocetta,Psicoterapeuta Torino Crocetta</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino+3.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino+3.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Differenza fra Psicologo clinico e Psicologo Psicoterapeuta</title>
      <link>https://www.claudiomichieli.it/differenza-fra-psicologo-clinico-e-psicologo-psicoterapeuta</link>
      <description>Un breve spazio per fare chiarezza sulle differenze fra psicologo e psicologo psicoterapeuta che non tutti conoscono</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando ci si appresta a cercare una figura di aiuto come uno Psicologo ci si imbatte in un interrogativo che può lasciare disorientati, ovvero la differenza che intercorre fra la figura dello Psicologo clinico e quella dello Psicologo Psicoterapeuta. Non solo, a volte può non essere così chiara la differenza fra queste due figure e quella dello Psichiatra e/o quella del Neurologo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Proviamo sinteticamente a capire come stanno le cose.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per sgomberare subito il campo da un primo equivoco possiamo iniziare col dire che gli ultimi due, lo Psichiatra e il Neurologo, sono due medici, quindi sono due figure che hanno conseguito prima una Laurea in Medicina e successivamente hanno aggiunto a questa altri quattro anni di studio scegliendo l'uno la specialità in Psichiatria e l'altro la specialità in Neurologia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Al contrario lo Psicologo clinico e lo Psicologo Psicoterapeuta sono figure sanitarie non mediche, in altre parole la Laurea conseguita in questo caso non è stata una Laurea in Medicina, ma in Psicologia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La professione di Psicologo è stata riconosciuta come professione sanitaria con la legge n° 3 del gennaio 2018 ed è stata istituita con la Legge 56 del 18 febbraio 1989.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Laurea in Psicologia fino a molti anni fa, era una laurea solo quinquennale. Da parecchi anni ormai è possibile conseguire una prima Laurea triennale (Laurea breve) per poi aggiungere, eventualmente, altri due anni di studio e conseguire una seconda Laurea, cosiddetta Magistrale. Al termine dei primi tre anni, la Laurea che si consegue è definita come Laurea in “Scienze e Tecniche Psicologiche”, ovvero Laurea di I livello, mentre la seconda è una Laurea Magistrale, ovvero di II livello.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo la Laurea di I livello il Dottore in tecniche psicologiche deve seguire un tirocinio di almeno sei mesi e poi superare l'Esame di Stato che consente l'iscrizione alla sezione B dell’Albo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo la Laurea magistrale di II livello lo psicologo per esercitare la professione deve prima di tutto seguire un tirocinio post lauream di 1000 ore e poi superare l’Esame di Stato consente l'iscrizione alla sezione A dell’Albo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Arriviamo alla figura dello Psicologo Psicoterapeuta. Il percorso in questo caso è più lungo e prevede il conseguimento di una Specializzazione in Psicoterapia. L’iscrizione ad una della scuole di Specializzazione in Psicoterapia riconosciute dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca), che sono molte (potete trovare l'elenco cliccando qui), è riservata a chi sia in possesso di una Laurea magistrale/specialistica in Psicologia oppure Medicina e Chirurgia e sia iscritto ai rispettivi Albi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Specializzazione in Psicoterapia comporta almeno altri quattro anni di studio e in parallelo quattro anni di training/tirocinio presso sedi di tirocinio, che quasi sempre sono Asl oppure Ospedali. Nel corso di questi quattro anni lo psicoterapeuta in formazione deve seguire settimanalmente svariate ore aggiuntive di lezioni di teoria e di clinica, svolgere il tirocinio di specializzazione seguendo i pazienti che prende in carico su indicazione di Tutor di riferimento, preparare le supervisioni e, qualora la scuola di psicoterapia scelta sia una Scuola di Psicoterapia psicoanalitica, sottoporsi ad un'analisi personale, nel caso in cui non l’abbia già fatto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Arriviamo alla figura dello Psicologo Psicoterapeuta. Il percorso in questo caso è più lungo e prevede il conseguimento di una Specializzazione in Psicoterapia. L’iscrizione ad una della scuole di Specializzazione in Psicoterapia riconosciute dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca), che sono molte (potete trovare l'elenco cliccando qui), è riservata a chi sia in possesso di una Laurea magistrale/specialistica in Psicologia oppure Medicina e Chirurgia e sia iscritto ai rispettivi Albi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Specializzazione in Psicoterapia comporta almeno altri quattro anni di studio e in parallelo quattro anni di training/tirocinio presso sedi di tirocinio, che quasi sempre sono Asl oppure Ospedali. Nel corso di questi quattro anni lo psicoterapeuta in formazione deve seguire settimanalmente svariate ore aggiuntive di lezioni di teoria e di clinica, svolgere il tirocinio di specializzazione seguendo i pazienti che prende in carico su indicazione di Tutor di riferimento, preparare le supervisioni e, qualora la scuola di psicoterapia scelta sia una Scuola di Psicoterapia psicoanalitica, sottoporsi ad un'analisi personale, nel caso in cui non l’abbia già fatto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino.jpeg" length="106341" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 29 Oct 2024 13:25:27 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.claudiomichieli.it/differenza-fra-psicologo-clinico-e-psicologo-psicoterapeuta</guid>
      <g-custom:tags type="string">psicoterapia a torino,psicologo Torino</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/221963e5/dms3rep/multi/Dott.+Michieli+psicologo+Torino.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
  </channel>
</rss>
